Prāṇāyāma: consigli per insegnanti e studenti

Articolo: Prāṇāyāma: consigli per insegnanti e studenti

Prāṇāyāma: consigli per tutti

 

Storicamente, lo yoga è sempre stato qualcosa di più delle semplici posture fisiche. L’ashtanga yoga di Patañjali, per esempio, si concentra principalmente sulla preparazione e approfondimento della meditazione.

Il sistema codificato da Patañjali, composto da otto passimira a raggiungere l’autorealizzazione e l’illuminazione o libertà spirituale che lui identifica con il termine Kaivalya.

Kaivalya è di fondamentale importanza, può essere tradotto come “isolamento” o “liberazione assoluta” della coscienza individuale (Purusha) dalla materia (Prakriti). 

È la condizione in cui il praticante realizza la sua vera natura come essere spirituale, separato e indipendente dalle influenze e dalle limitazioni del mondo materiale e della mente.

Attraverso la disciplina, la meditazione, la purificazione e le tecniche di controllo e manipolazione del respiro (che fanno tutte parte del sistema degli 8 passi di Patanjali) il praticante può aspirare a raggiungere questo stato di isolamento (kaivalya, appunto), sperimentando una pace e una libertà che trascendono il mondo materiale e mentale.

Il Prāṇāyāma è un aspetto fondamentale della pratica. Gli yogis da sempre sanno che, attraverso il controllo o la sospensione del respiro, è possibile controllare la mente. 

Patanjali colloca infatti il Prāṇāyāma al quarto posto del suo percorso graduale composto da 8 rami o arti. Lo troviamo solo dopo le regole morali ed etiche, le osservanze personali e le asana – che in questo contesto sono solo posizioni sedute: nel commentario ne troviamo elencate una dozzina e sono tutte posture statiche da utilizzare per la pratica della meditazione. 

Il Prāṇāyāma segna un passaggio cruciale: il suo obiettivo più elevato è quello di purificare il corpo ma soprattutto la mente, preparandola ai livelli più elevati di meditazione che troviamo collocati negli ultimi 3 rami o arti: dharana,dhyana, samadhi – rispettivamente concentrazione, meditazione, illuminazione.

Il Prāṇāyāma e la meditazione sono parte integrante dello yoga e non sono separate da esso, per questo motivo dovrebbero essere sempre presenti nella pratica e nelle lezioni di yoga.

 

Prāṇāyāma: consigli per gli studenti

 

  • Pratica con un insegnante esperto. È fondamentale iniziare questo percorso sotto la supervisione di un insegnante qualificato che può offrire istruzioni precise e correggere eventuali errori.

  • Pratica regolarmente. È importante praticare Pranayama quotidianamente per ottenere i massimi benefici. Anche pochi minuti al giorno possono fare una grande differenza. (Meglio sessioni brevi ma tutti i giorni piuttosto che una sessione lunga a settimana).

  • Scegli un momento fisso. Praticare al mattino presto o alla sera tardi, quando l’ambiente è tranquillo, può migliorare la concentrazione e la profondità della pratica.

  • Scegli uno spazio tranquillo, silenzioso, pulito, arieggiato e libero da distrazioni, è ideale per la pratica del Pranayama.

  • Siediti  con la schiena dritta. La posizione è molto importante, dev’essere comoda e stabile, preferibilmente a terra a gambe incrociate. Se questo non è possibile puoi sederti su una sedia. Alcune tecniche posso essere fatte anche sdraiati a terra o in una posizione reclinata.

  • Inizia con tecniche semplici.

  • Non forzare. MAI.

  • Focalizza la mente sul respiro.

  • Nota i cambiamenti. Osserva come ti senti prima e dopo la pratica. Prendi nota di eventuali miglioramenti  dal punto di vista fisico, mentale o emotivo.

  • Consulta un medico se sono presenti problemi cardiaci, ipertensione o malattie respiratorie.

  • Sii paziente e costante. Alcune tecniche necessitano di tempo e dedizione perché possano essere eseguite correttamente e siano efficaci: non scoraggiarti o farti prendere dalla frustrazione se non noti subito i benefici della pratica. In questi casi, la perseveranza e l’impegno ti premieranno.

 

Prāṇāyāma: consigli per gli insegnanti

 

Insegnare Pranayama è un compito complesso, che richiede una combinazione di conoscenze tecniche, sensibilità individuale e competenze avanzate.

Gli insegnanti devono essere ben addestrati per guidare i loro studenti attraverso le molte sfumature di questa pratica potente e trasformativa. Un insegnante dovrebbe aver praticato molto le tecniche di pranayama per comprenderne il loro vero e più profondo effetto, valore e significato. 

Abbiamo creato una lista di consigli utili per tutti gli insegnanti che già insegnano o desiderano insegnare Prāṇāyāma:

 

  • L’insegnamento richiede molta pratica. Solo attraverso una buona e consolidata pratica personale potrai insegnare in modo chiaro, sicuro ed efficace.

 

  • Osserva come gli studenti rispondono alle cose che insegni e adatta la pratica se e quando è necessario.

 

  • Dai istruzioni semplici. Max 2/3 indicazioni per volta. Scegli un linguaggio appropriato ed inclusivo.

 

  • Sii autentic* e genunin*
  • Insegna solo ciò che conosci e pratichi.

 

  • Quello che funziona per te potrebbe NON funzionare per altri.

 

  • Continua il tuo percorso di studio. Partecipa a lezioni o seminari specifici di Pranayama può fornire una base solida e sicura per la pratica.

 

Ricordati : Va bene non sapere tutto.

 

Sara Quintavalle

 

Lascia un commento